Se non c’è salvezza ci resta l’amore

Trent’anni di cammino

per trovare le tue mani

trent’anni di cammino

e i miei piedi lasciano tracce di sale

tra le tue mani

mi lascio scorrere

inondando le tue dita

in una calda primavera

sono riemersa dal mare

per vincere i tuoi occhi

 

sai che

se non c’è salvezza

ci resta l’amore

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Here’s to you

Finché ci saremo noi

non vinceranno per sempre

e se non abbiamo vinto niente

niente perderemo mai;

dalle ferite straziate

della memoria storica

cadono lacrime

dai tuoi occhi

nati per me

cadono perle;

non vinceranno loro per sempre

finché ci saremo noi

per sempre hanno già perso.

Fiaba ingenua

Ho lasciato le mie ali ai gabbiani

che si cercavano nella scia della nave

mentre navigavamo leggere

sul mare del ritorno.

Pensavo un pensiero che somigliava a te

speravo mi distraesse un po’da me

ed era dolce lasciarsi cullare

da quel pensiero pensato per mare.

Volevo che mi portasse via

per una strada lunga e dritta

verso il cortile delle meraviglie

dove mi persi, qualche volta,

inseguendo un desiderio.

 

Non importa quanto ancora ti rubi i miei pensieri

quando non sarai più nella mia penna

saprò che non sarai più dentro di me.

Di bambine, emozioni & magia

Domenica scorsa è successa una cosa bellissima: è avvenuto uno SCAMBIO DI EMOZIONI. E questo magnifico scambio si è realizzato proprio nella mia città, Formia, e in un teatro, il Bertolt Brecht, luogo per noi formiani, ma soprattutto per me, molto importante e significativo. C’ero io, c’era la mia editrice, Sandra Cervone, c’era la scrittrice Floriana Coppola, c’erano Tyron D’Arienzo e Gianluca Manfredonia, i miei musicisti preferiti, c’era Ilaria Fermo, la mia amica illustratrice, c’era il pubblico, numeroso e attento, e, naturalmente, c’era pure lei: la bambina immaginaria. Insomma, nella fantastica cornice del Bertolt Brecht, durante la presentazione del mio libro di poesie, “Storie di una bambina immaginaria”, tutti noi presenti abbiamo assistito alla magnifica realizzazione di quella che Vinicio Capossela chiama “l’arte dell’incontro”: “La prima cosa è la coscienza dello spazio, sapere che lontano, da un’altra parte, altrove sta accadendo qualcosa, anzi fuori le mura tutto sta accadendo, però occorre sapere dove. E la seconda è il tempo, in quel posto bisogna poter arrivare in tempo perché quella cosa accada a noi e non immaginare soltanto che accada. Se lo spazio è poi ampio e distante è necessario differire il tempo dell’azione da quello del desiderio, perchè partire quando desidereremmo già esser lì è una vana corsa verso una sala vuota. Possedere questa consapevolezza è una grande qualità che può contribuire a rendere la vita “arte dell’incontro”. Le anime si incontrano per caso, per curiosità, per determinazione: in tutti i casi l’incontro ha sempre del miracolo.Nella coincidenza la componente “magica” è più evidente, ma decidere, partire e muoversi a tempo fino a trovarsi nel luogo dove la cosa sta accadendo è miracoloso, come la costruzione di tutte le cose immaginate.”. E miracolosa è stata l’energia emotiva che si è sprigionata quella sera, a teatro. Uno scambio di sensazioni ed emozioni tra noi cinque, sul palco, e il pubblico, di fronte a noi. Un “magico” connubio di poesia, arte e musica: tante sensibilità diverse e, nello stesso tempo, simili, si sono mescolate per arrivare a CREARE EMOZIONE. Molte persone presenti mi hanno detto di essersi commosse; è successo anche a me, e sono orgogliosa che tutta questa magia si sia generata grazie alla mia BAMBINA IMMAGINARIA. Ringrazio ancora tutti per aver partecipato al miracolo, sperando di continuare a scambiarci emozioni, e a rendere la vita “arte dell’incontro”.

pS: di seguito, qualche foto della serata! 🙂

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Lettera a Pier Paolo Pasolini

Caro Pier Paolo,
sono passati quarant’anni da quella notte, e sono successe talmente tante cose in questo nostro povero Paese che non basterebbe quella stessa lunghissima notte a raccontarle.
Intanto, tutto è andato come avevi previsto. La “mutazione antropologica” è definitivamente avvenuta, il fascismo dei consumi ha trionfato, le realtà particolari sono state distrutte, siamo tutti omologati, la televisione ci ha mercificato e alienato, soprattutto noi donne, ancora e sempre considerate inferiori, ed è diventata totalmente uno strumento del potere. Abbiamo internet, adesso, grazie al quale comunichiamo più velocemente, un mezzo di scambio e diffusione di cultura e conoscenza ma anche lo specchio dell’idiozia italiota. E a proposito di questo, cosa ci tocca leggere! Ancora oggi, nel 2015, c’è gente che ti chiama pedofilo, dimostrando non solo di non sapere niente di te e della tua storia, ma di non conoscere nemmeno il significato di questa parola. Che tristezza, Pier Paolo, che angoscia per questa nostra Nazione perduta! Ci manchi moltissimo. Manca la tua lucida intelligenza, la tua sensibilità, la tua arte, la tua Poesia. Manca il tuo pensiero, la tua capacità di “sentire” con tutto il corpo, la tua disperata vitalità, il tuo saperti mischiare agli ultimi e alla diversità che ti fece stupendo. Dovresti essere qui, per dirci cosa succederà ancora tra un po’di anni. Per analizzare quest’epoca di appiattimento culturale, di decadenza, di irrimediabile degenerazione. Se sapessi la politica cos’è diventata! I partiti, cosa sono diventati, per non parlare di tutta la classe dirigente italiana… la scuola e la sanità pubbliche violentate e distrutte, le privatizzazioni, il ventennio (e oltre) berlusconiano, i vari bunga bunga, la corruzione, le speculazioni, le discriminazioni sessuali e di genere, il lavoro che non c’è, lo sfruttamento, il dramma dei migranti… C’è ancora molta ipocrisia, siamo un popolo di bigotti, ipocriti, qualunquisti. Credo che, se andassi in giro per l’Italia a rifare le stesse domande che tu hai posto alla gente in “Comizi d’amore”, avrei quasi esattamente le stesse risposte. Per quanto riguarda i giovani, però, voglio essere ottimista: ancora c’è qualcuno che si salva, che ti conosce, che si informa e si ribella al conformismo e all’omologazione, che si sottrae alla massa portando avanti le proprie idee e le sue piccole e grandi rivoluzioni. Sono quelli che oggi ti hanno ricordato, in silenzio o ad alta voce. E sapessi in quanti ti hanno commemorato oggi! Non ci crederesti. I giornali, la televisione, tutti si sono sentiti in diritto di dire la loro e di celebrarti. Ovviamente, non si sono risparmiati nemmeno gli imbecilli, ma sarebbe stato chiedere troppo. Mi chiedo cosa avrebbero detto se tu non fossi morto nel modo in cui sei morto. Se tu fossi vissuto ancora molti anni, se tu fossi ancora qui con noi. Ma forse ti avrebbero comunque messo a tacere, in un modo o nell’altro. Le voci corsare e dissidenti come la tua sono tuttora molto pericolose. Ancora non vieni studiato nelle scuole, i tuoi libri e i tuoi film non sono conosciuti come dovrebbero, sono considerati scandalosi. Eh sì, gli italiani ancora si scandalizzano, e nemmeno ne traggono piacere! Chissà cosa avresti pensato, cosa avresti scritto, quanti e quali film avresti girato! Quanta bellezza perduta per sempre. Però devi sapere che non ti abbiamo dimenticato. Il tuo pensiero e i tuoi insegnamenti continuano a vivere attraverso di me e attraverso tutti quelli che ti hanno capito e ti stimano e ti amano. Continueremo a diffondere i tuoi pensieri e le tue parole, e non potremo mai ringraziarti abbastanza.
Prima di concludere la mia lettera e salutarti, volevo chiederti scusa. Scusaci, Pier Paolo, per averti ucciso e per aver infierito ancora mille e mille volte sul tuo corpo inerme. Ti chiedo scusa io, che a chi spetterebbe non lo farà mai, del resto li conosci gli italiani, sai bene come sono fatti.
Ciao Poeta, non puoi perdonarci, ma se puoi illuminaci, ovunque tu sia.

Paola